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Rendi cosciente l’inconscio o lo chiamerai destino

Claudia Galli, Life & Executive Coach

“Che cos’è il libero arbitrio se non la possibilità di scegliere ciò in cui credere?”

Sì, sembrerebbe proprio che il nostro universo risponda alle nostre credenze.
Qual è la dinamica che si nasconde dietro alle nostre convinzioni?

Esperienza, successiva cristallizzazione dell’esperienza, attraverso la creazione di un percorso neurale che riflette i contenuti sensoriali dell’esperienza; in sintesi “imprinting” dell’immagine nel campo bio-magnetico che chiamiamo mente.

Si sa che micro e macro rispettano gli stessi principi, quindi è corretto affermare che anche l’universo predisponga di un campo bio-magnetico – possiamo chiamarlo mente universale – che non è altro che lo strumento attraverso il quale lo Spirito esprime se stesso.

Naturalmente tutto il Gioco della Creazione comporta un’interazione continua all’interno di esso e non vi è nessuna separazione, se non quella illusoria dettata dalla percezione dell’istanza individuale nella quale siamo identificati (ego).

In realtà noi non creiamo nulla, bensì traduciamo l’esperienza vissuta in immagine. La sostanza dell’esperienza è composta dal movimento di forze archetipiche che seguono un’accordatura armonica, energie con diverse qualità che siamo tenuti a sperimentare e a tradurre in infiniti modi, per mezzo della costituzione individuale di ogni essere vivente.

Ed ecco il libero arbitrio: la possibilità di scegliere l’interpretazione della sostanza, la possibilità di imprimere immagini sulla tela della creazione.

I nostri limiti sono dati dai condizionamenti, dall’incapacità di intendere e vedere la mente come uno strumento, dalla mancanza di contatto con lo Spirito.

Le neuroscienze hanno dimostrato che il nostro campo bio-magnetico è di natura malleabile. Chi rende statica la mente siamo noi stessi, chi rende statica la manifestazione siamo noi stessi.

Il Gioco della Creazione implica la scelta. Senza scelta non vi è manifestazione. Quando non scegli vi è il vuoto, l’impersonale, l’assenza di percezione sensoriale della realtà così esperita a livello materiale, vi è il contatto con lo Spirito; condizione che è necessario conoscere perché è nella coscienza del vuoto dell’impersonale che puoi scegliere. Chi sa scegliere l’interpretazione reale dell’esperienza che gli è data vivere in un determinato momento e la sa accogliere è l’Essere.

Il limite massimo che raggiungiamo a causa della nostra ignoranza esistenziale, è quando accettiamo l’idea che esista un ego brutto cattivo da eliminare – processo di drenaggio energetico che riduce drasticamente le nostre possibilità di realizzazione – quando in realtà quest’ego fittizio non è altro che una serie di scelte immobili, statiche, che in mancanza di un’istanza sveglia che le vede, dominano la manifestazione.

Non è l’ego – quello vero, in quanto impronta individuale da portare a manifestazione in un processo evolutivo – da annientare, bensì le strutture cristallizzate, le esperienze passate nelle quali siamo fossilizzati.

Ciò che è opportuno sciogliere è il processo di cristallizzazione e l’identificazione con la stessa, per permettere all’Essere/ego individuale in evoluzione, di scegliere se stesso nel riconoscimento del proprio “imprinting cosmico” attraverso l’interpretazione reale di ciò che è, cioè un continuum esperienziale aldilà delle dinamiche degli opposti e della separazione.

Anche Rob Brezsny condivide la nostra visione:

Esiste davvero il libero arbitrio, o il nostro destino è già stato modellato da forze al di là del nostro controllo?
Ecco un modo per pensare a questa domanda: forse alcune persone hanno più libero arbritrio di altre. Non perché abbiano più denaro (molti ricconi, dopotutto, sono sotto l’incantesimo dei loro istinti). Non perché abbiano uno stato sociale più elevato (un capo può avere potere sugli altri, ma poco potere su se stesso).
Coloro che posseggono più libero arbitrio si saranno guadagnati quel privilegio prendendo dei forti provvedimenti per dissolvere i condizionamenti assorbiti durante la crescita. Hanno sicuramente agito secondo il consiglio di Carl Jung: “Rendi cosciente l’inconscio, altrimenti sarà l’inconscio a guidare la tua vita e tu lo chiamerai destino.”

Già. Ma come fare? Lo spiego brevemente nel video seguente:

Estratto video da “Lifesurfing: osservazione e consapevolezza”.

Estratto video da “Lifesurfing: osservazione e consapevolezza”.

Puoi mettere in pratica LIFESURFING quotidianamente, imparando come surfare sulle onde della Vita, smettendo di essere in balia degli eventi, attraverso la lettura del libro. Oppure puoi impegnarti un po’ di più seguendo le video sessioni del corso online, o decidendo di seguire un percorso individuale su misura con me.

“Nella vita non si tratta di trovare noi stessi. Si tratta di creare noi stessi.”

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Claudia Galli

Claudia Galli

Personal Coach e ricercatrice indipendente, Claudia Galli si occupa di Coaching dal 2009. Insieme all’attività di Coaching individuale tiene conferenze in tutta Italia indirizzate al risveglio e alla crescita del potenziale umano.

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